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Recensioni

Dai nostri inviati a Giarabub

Giarabub, Africa settentrionale, autunno 1940. Cinque inviati di guerra raggiungono l’oasi, tra un assedio e l’altro, e raccontano le imprese del comandante Salvatore Castagna e dei suoi uomini. Alcuni di questi giornalisti hanno già preso parte alla guerra d’Etiopia, alla guerra di Spagna e continueranno poi a seguire la Seconda guerra mondiale su altri fronti. Le loro strade s’incrociano a Giarabub...

Recensioni di M.B.

Pubblicata: Storia Militare
Data: 02/05/2008

Fabio Fattore, Dai nostri inviati a Giarabub, Presentazione di Paolo Chiarelli, Mursia, Milano, 2006, 364 pagine, cm. 14 x 21, 14 fotografie in b/n, brossura, Euro 19,50 (in vendita c/o Tuttostoria).
L’autore, giornalista – e redattore sin dal 1990 de “Il Messaggero” – con questo volume ha realizzato un bel libro di “storia attraverso il giornalismo”, la cui prosa fa dell’immediatezza e del racconto diretto e mai retorico i principali elementi di interesse per una lettura sicuramente appassionante e avvincente.
Le vicende belliche che coinvolsero l’Italia dalla conquista dell’Etiopia al secondo conflitto mondiale sono descritte attraverso la rivisitazione delle testimonianze di cinque “inviati di guerra” (Pier Maria Bianchin, Ferdinando Chiarelli, Bruno D’Agostini, Stanis Ruinas e Antonio Piccone Stella) che – in Abissinia, Spagna e Africa settentrionale – furono al seguito dei reparti italiani operanti su quei fronti.
Dai nostri inviati a Giarabub non è quindi un resoconto dettagliato delle operazioni militari o delle scelte strategiche che le originarono: è, al contrario, una raccolta di testimonianze, ora drammatiche, ora tragiche, talvolta più rilassate e personali, ma sempre vivide, ricche di umanità e mai riconducibili agli stereotipi “da Agenzia Stefani” spesso riscontrabili nei reportages giornalistici italiani dell’epoca.
Nelle pagine di questo interessante volume incontriamo poi altri nomi famosi come quelli di Paolo Monelli, Indro Montanelli e Dino Buzzati che, anch’essi come corrispondenti di guerra, iniziarono la propria carriere giornalistica in quel periodo.
Le vicende della seconda guerra mondiale vedono i cinque giornalisti raggiungere il fronte libico dove raccoglieranno un grande numero di testimonianze di militari di tutti i gradi, inviando così in Italia servizi che – per quanto limitati dalle normative sulle censura – restituivano un quadro quanto mai vivo ed umano dei combattimenti in Africa settentrionale.
Allo sfruttamento giornalistico e propagandistico delle note vicende del caposaldo libico di Giarabub, caduto in mano britannica il 21 marzo 1941 dopo l’eroica resistenza delle sua guarnigione, costituita da uomini della Guardia alla Frontiera (GAF) comandati dal colonnello Salvatore Castagna, è dedicata l’ultima parte del volume.
La vicenda di Giarabub fu sapientemente sfruttata dal regime, e il contributo del giornalismo italiano alla sceneggiatura e alla realizzazione del celebre, omonimo film del 1942 fu consistente, essendo la pellicola, tra l’altro, ispirata al romanzo Giarabub di Ferdinando Chiarelli. Ancora maggiore sarà il successo della popolare canzone La sagra di Giarabub, la cui genesi è descritta e commentata nel dettaglio da Fabio Fattore. La partitura, d’altro canto, era stata affidata al maestro Mario Ruccione, a cui sono dovuti i temi di Faccetta Nera e della Canzone dei sommergibili (noti ancora ai nostri giorni), nonché le musiche di due canzoni che, nel dopoguerra, vinsero altrettante edizioni del Festival di Sanremo.
Il corredo fotografico è riferito ad alcuni dei protagonisti del volume, ripresi nei vari teatri di guerra; ampia e documentata la bibliografia, suddivisa per tematiche e dedicata, in particolare, all’attività dei corrispondenti di guerra e a una scelta produzione giornalistica dei protagonisti del volume.