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Recensioni

Dai nostri inviati a Giarabub

Giarabub, Africa settentrionale, autunno 1940. Cinque inviati di guerra raggiungono l’oasi, tra un assedio e l’altro, e raccontano le imprese del comandante Salvatore Castagna e dei suoi uomini. Alcuni di questi giornalisti hanno già preso parte alla guerra d’Etiopia, alla guerra di Spagna e continueranno poi a seguire la Seconda guerra mondiale su altri fronti. Le loro strade s’incrociano a Giarabub...

Giarabub, disfatta con testimoni di Filippo D'Arpa

Pubblicata: Giornale di Sicilia
Data: 18/03/2006

«Gente strana i giornalisti. Specie quelli che lavorano sotto un regime totalitario. Che girano - quando possono - e si spostano da un albergo a una bettola, a un accampamento, a un posto qualsiasi della Libia dove tanto non accade niente e se pure accadesse non potrebbero raccontarlo come e quando vorrebbero». Già, gente strana i giornalisti, anche quando, sotto un regime totalitario, scoprono lo stesso le notizie non gradite e le scrivono. Anche se camuffate, ma le scrivono, come quando gli italiani usarono armi chimiche in Libia. Una storia di 66 anni fa, terribilmente attuale quella scritta in 376 pagine da Fabio Fattore per Mursia «Dai nostri inviati a Giarabub».
Era l’autunno del 1940 quando cinque inviati raggiunsero, tra un assedio e l’altro, l’oasi di Giarabub, nel deserto libico. Di lì a poco diventerà l’unico caposaldo italiano a resistere sul fronte della Cirenaica durante la prima offensiva britannica. Cadrà solo il 21 marzo 1941 e subito comincerà la leggenda: articoli, manifesti, programmi alla radio, il film con l’esordiente Alberto Sordi e soprattutto la canzone “La sagra di Giarabub” con quella strofa, «Colonnello non voglio pane», che resterà nell’immaginario di intere generazioni. Alla costruzione del mito fascista forse più celebre di tutta la Seconda guerra mondiale danno il loro contributo Pier Maria Bianchin, Ferdinando Chiarelli, Bruno D’Agostini, Stanis Ruinas, Antonio Piccone Stella, i giornalisti che hanno conosciuto il colonnello siciliano Salvatore Castagna e i suoi uomini. Dopo aver seguito le operazioni belliche in Etiopia e in Spagna, le loro strade si incrociano a Giarabub. Per raccontare una battaglia che vittoriosa non fu. Un libro attuale, scritto con freschezza di stile e con una prosa che avvince. Anche se non è un giallo ma il racconto di una tragedia tutta italiana.