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Recensioni

Dai nostri inviati a Giarabub

Giarabub, Africa settentrionale, autunno 1940. Cinque inviati di guerra raggiungono l’oasi, tra un assedio e l’altro, e raccontano le imprese del comandante Salvatore Castagna e dei suoi uomini. Alcuni di questi giornalisti hanno già preso parte alla guerra d’Etiopia, alla guerra di Spagna e continueranno poi a seguire la Seconda guerra mondiale su altri fronti. Le loro strade s’incrociano a Giarabub...

"Dai nostri inviati a Giarabub" di Fabio Fattore di Eros Urbani

Pubblicata: Alpini marchigiani
Data: 01/03/2007

E’ un volume sui giornalisti italiani inviati in guerra, a partire dai primi nostri interventi in Africa, campagna di Abissinia, sino ai combattimenti della seconda guerra mondiale in Libia, dando ampio spazio alle giornate di Giarabub.
L’autore, giovane giornalista del “Messaggero” , ha senz’altro in sé una particolare sensibilità e una capacità di scelta su quanto narra che sono eccezionali per coinvolgere chi legge.
Le sue pagine risultano una attenta e indovinata selezione di casi, fatti, parole e reazioni umane di coloro che hanno provato quelle esperienze; solitamente, lo stesso gruppo giornalistico che ha vissuto quelle giornate accanto ai combattenti, riportando in successive pubblicazioni quanto aveva sperimentato.
Originale nel soggetto trattato a tanta distanza di tempo, Fattore si è reso parte interessata ad uno studio vivo ed intelligente attraverso ricerche, colloqui e indagini su quelle storie di guerra e ciò – ripeto – con una singolare capacità di cernita sugli argomenti, figure e particolari che conducono il lettore ad allargare le sue conoscenze o la sua attenzione ad accadimenti più ampi che investivano l’Italia di allora. Singolare anche l’aver visto quegli avvenimenti attraverso i corrispondenti di guerra, la loro vita, le amicizie, mettendo in dovuto risalto la loro mancanza di libertà nel riportare quei fatti, stante il pesante controllo politico del fascismo.
E’ in fondo una vivace e indovinata selezione di “io c’ero”, di partecipazioni anche originali a giornate di guerra, ad esperienze dure e severe, o alcune volte comicamente caratterizzate e vissute; e ciò tutto, facendo centro sulla battaglia e scontri verificatisi nella zona di Giarabub.
Ricordo anch’io la canzone che allora quasi tutti gli italiani conoscevano e che esaltava la nostra resistenza agli inglesi, in quella lontana contrada nel mezzo del deserto, caduta dopo una difesa oltre ogni limite e possibilità.
Nella presentazione del libro ben dice Paolo Chiarelli (figlio di uno degli inviati speciali di cui Fattore parla): «… numerose pagine hanno un profondo valore umano. In sintesi, un mix avvincente tra saggio e romanzo, dove la realtà supera sempre la fantasia» e l’autore: «Ho cercato di raccontare le loro storie con onestà, nel bene e nel male, e di capire come le loro cronache, in maniera implicita o esplicita, fossero funzionali al regime». E vi è riuscito magnificamente.
Attraverso i fatti di Giarabub, l’autore è stato capace di inserire – sempre dissertando dei giornalisti – la guerra di Abissinia e il resoconto di altri fronti; da quello greco-albanese a quelli balcanico e russo, trattando persino della guerra di Spagna del ‘36/’39. Sono oltre 350 pagine che nella loro simpatica varietà non stancano mai e svelano al lettore una “presenza” – quella dei giornalisti in fatti di guerra – la quale per coloro che solitamente leggono non compare o ancor meglio psicologicamente non emerge a chi, comodamente seduto su di una poltrona, si informa di quanto accade o è accaduto.
E’ evidente d’altro canto che, non avendo vissute quelle avventure, l’autore riporti quanto e come coloro che erano allora in linea sentivano, dicevano e compivano.
Questo è stilato con acuta sapienza, intelligente accuratezza (giustificato con testimonianze, confronti ed eventi) e capacità di trarne un giudizio equo, privo di retorica, capace di sorriso e comprensione.