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Gli italiani che invasero la Cina. Cronache di guerra 1900-1901

L'avventura italiana in Cina nel 1900: una pagina quasi dimenticata su cui si è scritto molto poco. Al massimo è stata considerata un'appendice del tutto marginale alla storia del colonialismo italiano. In realtà, di spunti interessanti ne offre tanti...

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Pubblicata: Rid Rivista italiana difesa
Data: 01/11/2008

Nell’estate del 1900 la Cina è attraversata dalla rivolta anti-straniera dei Boxer e gli ambasciatori di undici potenze sono assediati a Pechino. L’Italia partecipa alla spedizione di soccorso con circa 2.500 fanti e marinai, più pochi altri che si trovano sul posto dall’inizio del conflitto e sono impegnati nella difesa delle Legazioni e nei tentativi infruttuosi di raggiungerle. Escludendo l’operazione di polizia a Creta del 1897 e la guerra di Crimea del 1855, questa fu la prima vera missione umanitaria della nazione italiana; per la seconda missione, in Libano, bisognerà aspettare 82 anni.
Di fatto è anche la prima volta che gli italiani scoprono la Cina e i Cinesi: lo fanno attraverso le testimonianze di giornalisti, ufficiali, soldati, diplomatici e missionari che scrivono diari e scattano foto, vivendo sulla loro pelle lo scontro tra due civiltà. Di quell’impresa resterà poco: l’Italia conserverà fino alla Seconda Guerra Mondiale la minuscola concessione di Tien-tsin, caduta nell’oblio generale assieme all’intervento italiano in Cina. Oggi che le nostre città sono “invase” dai Cinesi abbiamo una certa paura dell’immigrazione, ma com’è andata cent’anni fa, quando noi italiani siamo sbarcati in Cina con le armi? Il volume, al di là della descrizione dei fatti legati all’intervento italiano in Cina, offre anche un’ottima prospettiva sull’incontro tra due mondi.
Oggi le nostre Forze Armate prendono parte a diversi interventi con l’ONU e la NATO, ed è interessante notare strane somiglianze con il 1900: dai problemi logistici all’inadeguatezza delle dotazioni, dal modo di relazionarsi con gli alleati e le popolazioni locali al mito del soldato italiano bravo, buono e amato da tutti. Riassumendo, un libro interessante, ben documentato, che tratta un argomento sconosciuto ai più in modo leggibile e suggestivo.