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Recensioni

Gli italiani che invasero la Cina. Cronache di guerra 1900-1901

L'avventura italiana in Cina nel 1900: una pagina quasi dimenticata su cui si Ŕ scritto molto poco. Al massimo Ŕ stata considerata un'appendice del tutto marginale alla storia del colonialismo italiano. In realtÓ, di spunti interessanti ne offre tanti...

Genovesi protagonisti nella rivolta dei Boxer di Stefano Bigazzi

Pubblicata: La Repubblica. Edizione Genova
Data: 01/06/2008

Gli italiani che invasero la Cina. Cronache di guerra 1900-1901 di Fabio Fattore (edizioni Sugarco, 2008) I genovesi, seguendo la rotta tracciata da Colombo, hanno per lo pi¨ scelto la via occidentale delle Indie, da navigatori, esploratori e migranti. Quanto all' Oriente, si limitarono a carcerare quel veneziano che la Cina aveva girata (pi¨ o meno) in lungo e in largo: non fu gran danno, se nelle prigioni della Superba il Marco Polo ebbe tempo per dettare al compagno di sventura Rustichello il suo diario di viaggio, il Milione. Per il Levante dovettero attendere: l' Oceano Indiano fu fatale a Nino Bixio, che nel Mare di Sumatra morý di colera (1873), miglior fortuna ebbe Edoardo Chiossone, che si spinse in Giappone. Quanto alla presenza in Cina, ne dÓ interessante testimonianza Fabio Fattore nel suo Gli italiani che invasero la Cina. Cronache di guerra 1900-1901 (Sugarco), rievocazione di quella che viene soprannominata Rivolta dei Boxer (con trasposizione cinematografica nel film 55 giorni a Pechino con Charlton Heston, David Niven e Ava Gardner): tra i protagonisti l' ambasciatore Giuseppe Salvago Raggi (1866-1946), che visse l' assedio delle ambasciate nella capitale imperiale con la moglie Camilla Pallavicino e il figlio Paris. Dopo la missione a Pechino Ŕ in Egitto, quindi governatore dell' Eritrea, partecipa dopo la Prima guerra mondiale alla Conferenza di Parigi. Genovesi sono due ufficiali della Regia Marina, il sottotenente di vascello Angelo Olivieri (Genova 1878, La Spezia 1918), medaglia d' oro al valor militare, che difese con 11 marinai la cattedrale cattolica del Petang, a Pechino (episodio che gli valse la decorazione), e il tenente di vascello Giuseppe Sirianni (Genova 1874, Pieve Ligure 1955), che partecip˛ alla prima spedizione per soccorrere le ambasciate sotto assedio a Pechino e divenne ministro della Marina durante il fascismo. Fabio Fattore cita anche il marinaio semplice Giuseppe Vigo di Arenzano, imbarcato sull' incrociatore "Calabria", che scrisse un singolare diario in un misto di italiano sgrammaticato e dialetto genovese, riscoperto in tempi recenti dalla pronipote Pinuccia De Andreis e stampato nel 1990. Fattore gli dedica un capitolo, a sottolineare l' originalitÓ della testimonianza, redatta durante un viaggio di tre anni e mezzo tra l' America meridionale e l' Asia, sino alla Cina. Un osservatore a suo modo privilegiato, per il Milione genovese, otto secoli dopo.